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Cronistoria

1-20 luglio 2011
Lettera di SNOQ di Ravenna al PD e alla Coordinatrice Donne PD

Al Segretario del Pd del Comune di Ravenna
Alla Coordinatrice delle donne del Pd di Ravenna
Agli organi di stampa

Non crediamo di dover spendere molte parole sull’iniziativa annunciata per venerdì 22 luglio nella festa del Pd di Campiano: un Motoraduno seguito da un Sexy Show,uno spettacolo, pare, di spogliarello femminile. Pare anche, anzi è certo, che questo delizioso intrattenimento si ripeta da qualche anno. Immaginiamo che riscuota un gradimento consistente.

 Si sa, donne e motori è un binomio indissolubile, storico, soprattutto in terra di Romagna, vogliamo negarlo?

Ci chiediamo, come è possibile che tra i partecipanti al motoraduno non ci sia nessuno ( nessuna?) che abbia da obiettare sulla “qualità” dello spettacolo?

Ci chiediamo, rivolgendo la domanda in realtà ai dirigenti del Pd che abbiamo incontrato nei mesi scorsi per presentare il nostro progetto della Casa delle donne e della rappresentanza paritaria: dov’è la coerenza fra il dire e il fare? Nessuno/a è in grado di bloccare iniziative così volgari e offensive delle donne?

Il vento della grande mobilitazione delle donne che il 13 febbraio ha riempito le piazze d’Italia e non solo, evidentemente non è arrivato a Campiano, eppure anche la nostra Piazza del Popolo era strapiena per dire che vogliamo un paese che rispetti le donne e , in  questo modo, la dignità di tutti.

Alle donne del Pd di Campiano e del Coordinamento politico delle donne democratiche di Ravenna: se ci siete, battete un colpo!

Coordinamento “ SE NON ORA QUANDO” di Ravenna - Ravenna 20 luglio 2011

22 luglio - risposta delle donne del PD


2- Lunedì 25 Luglio 2011 
Comunicato del PD e commento di Sandro Bellassai

Questa mattina il segretario del PD delle Ville Unite Giorgio Benini, il Segretario Comunale Danilo Manfredi e il Segretario Provinciale Alberto Pagani hanno incontrato le volontarie e i volontari del comitato promotore della Festa del PD di Campiano.

Nel corso dell’incontro i volontari hanno espresso la loro amarezza per il danno all’immagine della festa e del Partito Democratico, prodotto dalla singolare esposizione mediatica relativa allo spettacolo inserito nel contesto del motoraduno, che si è svolto venerdì scorso, enfatizzata rispetto alla portata goliardica che era nelle intenzioni degli organizzatori.

Le polemiche dei giorni scorsi hanno prodotto un’immagine distorta e sbagliata della festa e delle iniziative che contiene.

Alla festa di Campiano lavorano gratuitamente oltre 200 volontarie e volontari, militanti o simpatizzanti del PD, la cui moralità e coerenza con i valori del partito non possono essere messi in discussione.

Dopo 65 anni di storia la festa di Campiano del PD, così come la dignità dei volontari che la realizzano, è un patrimonio di cui il Partito Democratico è orgoglioso e che intende salvaguardare.

I segretari hanno voluto esprimere solidarietà ai volontari, e invitato il comitato organizzatore della festa a valutare attentamente, nella propria autonomia e quando si discuterà la programmazione del prossimo anno, il contenuto degli spettacoli che verranno proposti.

I Segretari e i volontari hanno condiviso la necessità di mantenere lo spirito di aggregazione e di partecipazione della comunità che ha sempre contraddistinto la festa, ed evitare situazioni che producono divisioni, lacerazioni e contrasti.


Nota di Sandro a commento del comunicato PD

A me pare soprattutto allucinante una frase del comunicato ufficiale del PD che Paola ha inviato:

Nel corso dell’incontro i volontari hanno espresso la loro amarezza per il danno all’immagine della festa e del Partito Democratico, prodotto dalla singolare esposizione mediatica relativa allo spettacolo inserito nel contesto del motoraduno, che si è svolto venerdì scorso, enfatizzata rispetto alla portata goliardica che era nelle intenzioni degli organizzatori.

In poche parole, il danno («all'immagine della festa e del Partito democratico», mica alla dignità delle donne) è stato prodotto in particolare dall'esposizione mediatica «enfatizzata» che ha avuto l'iniziativa, la quale in sé e per sé invece aveva una «portata goliardica», nelle intenzioni degli organizzatori (immagino che scrivere «delle organizzatrici» sarebbe stato difficile, per fortuna).
Goliardica?
Un pubblico di simpatici maschi «di sinistra» (???) che gioiscono dello spettacolo prezzolato di tette e culi è quindi goliardia.
Pensavo che questo incredibile termine, che minimizza, spoliticizza e quindi alla fin fine legittima la peggiore cultura maschile, fosse un arnese consegnato al passato.
Amari tempi ci tocca vivere, in cui non pare più scontato neppure che la terra giri intorno al sole...
Il buco nero è sempre quello: una sessualità maschile che mette in scena il penoso (anche nel senso di fallico...) spettacolo di una virilità compulsiva e feroce, gettando i corpi delle donne in pasto a un branco di uomini patetici, che si illudono così di esorcizzare la secolare paura della libertà femminile.
La nostra passione, la nostra indignazione, il nostro lavoro politico appaiono ancora più necessari di fronte a tali obbrobriosi scenari.
No pasaran!!!!! >:o

Elda Guerra: "Davvero Sandro, quanto lavoro è necessario!!! Mi auguro che tu abbia ragione e mi associo: no pasaran!!!"

3- 26 luglio 2011 
Comunicato della Conferenza Provinciale delle donne democratiche di Ra.

Dal PD le donne si aspettano parole chiare

Noi donne della Conferenza Provinciale di Ravenna facciamo parte della comunità di uomini e di donne che dedicando il loro tempo, le loro idee e la loro passione politica al Partito Democratico gli danno vita, forza ed iniziativa. Siamo noi stesse volontarie nelle tante feste democratiche che si svolgono in provincia e conosciamo bene l’impegno, la fatica e le difficoltà che si incontrano per realizzarle.
Noi vogliamo bene al Partito Democratico e proprio per questo, in sintonia con l’indignazione del Comitato Se non ora quando di Ravenna, abbiamo evidenziato la evidente incompatibilità del previsto sexy show organizzato dal Motor Club nella festa del PD di Campiano, chiedendo che venisse sospeso. Le polemiche a cui fa riferimento il comunicato dei segretari locale, comunale e provinciale del Pd con il seguito mediatico sui giornali e le televisioni locali e nazionali a cui abbiamo assistito con amarezza e costernazione, sono sorte proprio perché la richiesta di istanze organizzate e non femminili della nostra comunità e il nostro appello sono rimasti inascoltati.
Noi avevamo indicato quale era la strada per difendere l’immagine della Festa e del Partito Democratico, altri si sono assunti la responsabilità di procedere, raddoppiando addirittura lo spogliarello per garantire “pari opportunità”. Siamo noi donne delle Conferenza che esprimiamo solidarietà e rispetto alle volontarie ed ai volontari di Campiano, che hanno visto il loro lavoro così oltraggiato dalle immagini che tutti hanno potuto vedere, proprio perché abbiamo, senza risultato, cercato di evitarlo.
Prendiamo atto della dichiarazione e delle scuse del Segretario Provinciale apparse sul sito del PD, giunte tardive, ma comunque opportune.
Ma quello che è successo a Campiano pone al Partito Democratico di Ravenna un altro problema, e richiede una presa di posizione chiara ed inequivocabile nel merito. E’ necessario rivolgersi alle migliaia di donne e uomini (tra cui tante e tanti anche del PD) che hanno affollato Piazza del Popolo il 13 febbraio, in contemporanea con le altre piazze d’Italia, uniti dalla volontà di testimoniare la loro indignazione contro l'uso strumentale del corpo delle donne nella pubblicità, nei media e in politica come merce da usare, consumare, scambiare e violare. Il Partito Democratico oggi a Ravenna deve dimostrare coerenza con ciò che ha affermato alla vigilia di quel grande appuntamento, con le battaglie che il PD nazionalmente porta avanti su questi temi, deve confermare nei fatti che è pienamente in campo e si impegna senza se e senza ma in questa battaglia culturale e politica, deve insomma dimostrare capacità e volontà di ascolto e rappresentazione del “vento che sta cambiando”anche qui, anche a Ravenna. Questa è una grande battaglia per la crescita dei valori di civiltà del nostro paese, per tutti, a partire dalle nuove generazioni. Le donne e le associazioni che ne hanno rappresentato e ne rappresentano la linfa vitale si aspettano parole chiare e coerenti. Tante donne e tanti uomini si aspettano che si passi dalle parole ai fatti.
Le donne della Conferenza Provinciale di Ravenna hanno dimostrato di essere pienamente in campo, ora questa prova deve darla tutto il PD.
Se non ora quando?

La Conferenza Provinciale delle donne democratiche di Ravenna

28 luglio - Lea Melandri: la dignità dei manichini viventi


4- 28 luglio 2011
Lettera di Se non ora quando di Ravenna alla Conferenza delle donne del PD

Quando abbiamo scritto il primo comunicato sulla vicenda dello spogliarello alla festa del PD di Campiano, non ci aspettavamo un dibattito così ampio, aperto e l’effetto a catena che ne è scaturito fino a diventare un caso “nazionale”. Bene. Si vede che era tempo. Si vede che le donne non sono più disposte a tollerare la “goliardia” maschile e le alchimie interne ai partiti sempre più incapaci di capire ciò che accade nella realtà.

L’intento ero quello di fermare quello spettacolo indecoroso e di sottolineare le evidenti contraddizioni di un partito che ha aderito alla manifestazione del 13 febbraio in Piazza del Popolo e che poi ospita in una propria sede un evento offensivo per le donne.

Pensiamo che l’autonomia e la determinazione che la Conferenza Provinciale delle donne del PD ha esercitato in questa occasione abbia dato un prezioso contributo a segnare la strada da percorrere per arrivare a praticare nuove relazioni tra uomini e donne rispettose della dignità di entrambi.

Ricordiamo a tutti quelli che insistono nel dichiarare che ci sono questioni più importanti, da ultimo il segretario provinciale del PD Pagani, che lavoro, fisco, economia, welfare non sono settori separati ma aspetti della stessa realtà e che le scelte politiche non possono prescindere dalle competenze e dai talenti delle donne oggi fortemente presenti nella società ma largamente inutilizzati.
Tutti i dati mostrano che le donne in Italia sono le più istruite, capaci e virtuose, ma tutto questo non trova riscontro e riconoscimento. Le donne sono sempre e solo ricondotte a “corpi”: corpi seduttivi da utilizzare per il piacere e il beneficio altrui, corpi portati “per natura” alla cura delle persone, corpi negati ed espulsi dal lavoro quando la lavoratrice si azzarda ad avere figli.

Abbiamo intenzione di continuare a lavorare come movimento e rete di relazioni tra donne, dei partiti, delle istituzioni, dei sindacati e donne attive e presenti nei territori, responsabili e consapevoli della necessità di essere presenti sulla scena pubblica con pensieri e pratiche politiche capaci di portare il cambiamento nella società e nella politica italiana.

Il Coordinamento SE NON ORA QUANDO RAVENNA

5-28 luglio 2011
Documento PD Ravenna

La Direzione provinciale del PD di Ravenna ribadisce l’impegno convinto di tutto il partito nel condurre una battaglia politica e culturale contro l'uso strumentale del corpo delle donne come merce.
Le politiche che tutelano la libertà delle donne e la parità di diritti e dignità sui luoghi di lavoro, in famiglia e nella società tutta sono sempre state un punto fermo della nostra agenda politica e devono esserlo sempre di più, non solo grazie all'azione della Conferenza delle donne nel PD ma con l'impegno convinto di tutti gli uomini e le donne di questo partito.
La strada da percorrere perchè questi principi siano patrimonio comune anche nelle nostre comunità è ancora lunga, ne siamo consapevoli.
Questo a maggior ragione nel momento in cui le donne dentro e fuori dal partito e le loro associazioni stanno conducendo iniziative a favore della rappresentanza di genere e per l’affermazione dei diritti di pari opportunità tra i generi, a partire dalla grande mobilitazione del 13 febbraio, promossa dal comitato nazionale “Se non ora quando? ” a cui il PD ha espresso una convinta adesione.
Siamo certi che non fosse intenzione degli organizzatori della Festa di Campiano mandare un messaggio sessista e offensivo, e possiamo comprenderne quindi l’amarezza per una interpretazione che è andata oltre le intenzioni.
L’immagine delle feste e la dignità dei volontari sono un patrimonio che il PD intende tutelare.
Ciò non di meno poiché iniziative lesive della dignità delle persone, siano esse donne o uomini, provocano un grave danno a tutto il partito, si ribadisce l’esigenza che all’interno delle feste vengano allestiti spettacoli coerenti con il codice etico e con la politica del PD.
Il PD si scusa per quanto accaduto e conseguentemente si impegna a evitare che nelle feste siano presenti spettacoli lesivi della dignità e dell’immagine della persona.
Non vogliamo che il dibattito sui temi che riguardano l'uso sbagliato dell'immagine delle donne e le politiche da mettere in campo per il raggiungimento di reali pari opportunità nella società porti il segno di un singolo episodio.
Su questi temi, quindi, la Direzione provinciale del Pd si impegna a:

- condurre tempestivamente un dibattito culturale e sostanziale nelle varie sedi del partito a partire dalla Direzione,
- sostenere adeguate iniziative all’interno della Festa provinciale in collaborazione con la Conferenza Permanente Donne Democratiche
- sviluppare una crescita complessiva politica e culturale su questi temi e pratiche coerenti all’interno dei propri organismi
- recuperare e rafforzare il rapporto con l’associazionismo femminile e con il Comitato “Se non ora quando” che, tra l’altro, vede impegnate anche tante donne del nostro partito.

Ravenna, 28 luglio 2011

29 luglio - articolo di Mancuso

6-29 luglio 2011
Articolo Mancuso gli Altri e nota in merito di Anna Lacchini

Non tutto è chiaro nella prosa di Mancuso ma risalta con evidenza il conformismo che sta dietro la sua apparente spregiudicatezza.

Da decenni si sottovalutano episodi come lo spogliarello delle motocicliste nella festa del PD , e la presenza anche di un giovanotto non modifica il quadro, anzi dimostra la "falsa" coscienza degli organizzatori che intendevano rispondere alle critiche con questo mezzuccio . Conosciamo bene le reazioni più tipiche: “è solo goliardia innocua”, “indignarsi è da bacchettoni moralisti”, “sono piccole provocazioni divertenti”, “è giusto liberare il sesso dalle mortificazioni e dai falsi pudori” e così via.

In realtà questi episodi non sono affatto piccoli gesti insignificanti. Il costume si modifica attraverso una lunga serie di piccoli fatti, che comunque hanno un impatto sulle mentalità e sullo sguardo con cui soprattutto i ragazzi si abituano a valutare il mondo. Il costume è più importante delle leggi scritte. Le leggi sono norme che si possono modificare e che spesso sono ignorate. Il costume si incide in profondità nelle coscienze, nei riflessi automatici, nella modalità del nostro rapporto con gli altri e con noi stessi. Dispiace dovere ancora ribadire concetti che dovrebbero essere ormai ovvii: l’esibizione ammiccante e fintamente giocosa del corpo in un contesto di fruizione collettiva di uno spettacolo,  non è la manifestazione di una sessualità libera ma è il veicolo di una riduzione della donna a oggetto sessuale.

Stupisce nell’articolo la contrapposizione finale fra “dignità della donna “ e battaglie di “libertà”, privilegiando evidentemente queste ultime. Non si vede come la difesa intransigente della dignità delle donne possa essere intesa come un ostacolo alla libertà, a meno che non si intenda la libertà come la disponibilità a offrire il proprio corpo alle strumentalizzazioni e alla mercificazione. Un tempo non lontano, quando il PD aveva un altro nome e si ispirava ad altri valori, si sapeva ancora distinguere fra la libertà intesa come sforzo di conquista di una dignità personale e le manifestazioni di una estrema decadenza, sociale e morale.  

29 luglio 2011 - IVAN e ELISA

Condivido anche l'esigenza espressa da Ivan di una riflessione seria, che io declinerei molto su "sesso e potere".
Da parte mia affronterei questo dualismo: da una parte c'è il potere patriarcale del controllo sul corpo delle donne e l'asservimento della sensualità femminile al proprio piacere; dall'altra l'uso strumentale delle stesse donne di quel potere seduttivo e dunque la connivenza di molte verso certi atteggiamenti e spettacoli che usano il corpo femminile. Anche le donne devono imparare a separare sesso-piacere e potere (eccetto i casi alla Lisistrata!).

Ciao! - Elisa

Ivan

Sono d'accordo anch'io sulla lettera di Sandro e la sottoscrivo.
Auspico, però, che il tema della sessualità maschile (e femminile) possa essere affrontato su un terreno più ampio e profondo di quello rappresentato da uno spogliarello estivo in un festival della sinistra. Non per sminuire il senso della polemica esplosa sui media, ma per evidenziare come il tema della educazione sessuale, della relazione fra i tanti sessi, del rispetto della persona, della corporeità ecc. non si risolve costringendo un segretario del PD comunale a pubblicare tardive e un pò patetiche scuse.

Ciao, Ivan.

Paola 29 luglio

Di questo caso, visto che c’è di mezzo il PD e le donne di SNOQ, per fortuna, si sono mosse, in città si sta discutendo abbastanza.
Del caso di omofobia, che è stato sollevato da Arcilesbica qualche settimana fa, e riguarda una insegnante di religione, si sta invece discutendo molto poco.
Oltre al nostro documento di FMP, che stiamo facendo girare  ( vediamo se domani ci pubblicano), c’è stato poco altro.

Registro con molta soddisfazione che le donne stanno occupando la scena pubblica con efficacia crescente.
I corpi, le vite “delle/degli altri” meno. Ci vorrà tempo, più tempo.

Luciana 30 luglio

Nel leggere l'articolo di Mancuso sono rimasta sconvolta, ancora più che per lo spogliarello nella festa del PD. Questo signore non ha capito nulla. Non solo, credo sia profondamente ignorante sul significato del femminismo e dei femminismi, ma è lontano anche da una realtà femminile emancipata, nonostante i disagi (anche professionalmente).
Forse è il caso di ricordargli che Martha Nussbaum, nel suo intervento a Bologna,  avrebbe detto agli uomini: "Studiatevi il femminismo".  
Spero tanto che vogliate scrivere qualcosa su questa faccenda

Buon lavoro.