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Partire dal corpo: laboratorio politico di donne e uomini - Libro

Sabato 29 ottobre 2011 ore 14,30 - 18
Spazio dell'Unione femminile, Corso di Porta Nuova 32, Milano
Saranno presenti le curatrici del libropartire dal corpo libro

Laura Gambi, scrittrice (Cooperativa Libra e Associazione FMP); Maria Paola Patuelli, docente di Storia e Filosofia (Associazione FMP); Serena Simoni, docente di Storia dell’arte (Associazione FMP); Cinzia Spaolonzi, educatrice (Associazione FMP).

Il libro è frutto di un ciclo di seminari tenuti a Ravenna e fa parte della collana SESSISMOERAZZISMO, Edizioni Ediesse, Roma, curata da Isabella Peretti, Ambra Pirri, Stefania Vulterini e Lea Melandri, che hanno garantito la loro presenza.

Il corpo: presenze e assenze nei femminismi del passaggio di secolo. Il corpo vissuto delle donne e il corpo amministrato dalla medicina. Scienza, biotecnologie e corpo. Il corpo nell’arte contemporanea. Il corpo e la legge. Femminile e maschile fra ’800 e ’900. I sessi sono cinque, almeno. La scissione originaria: maschile e femminile, pensiero e corpo. Il volume, realizzato in collaborazione con l’Associazione Femminile Maschile Plurale, conserva e presenta la sintesi di un esperimento inusuale: possono, donne e uomini, darsi uno spazio circoscritto ma pubblico – quindi politico – in cui ragionare di politica con metodo discorsivo e dialogico, partendo dal corpo e mettendo «in questione» stereotipi e sessismi? Per quanto sia una pratica ancora rara, questo libro testimonia che ciò è possibile, viaggiando fra storia, filosofia, antropologia, politica e scienza. Testimoni di saperi disciplinari specifici, femministe, donne e uomini di quotidiana «passione politica », e uomini della Associazione Maschile Plurale, hanno dato vita a un laboratorio che ha scandito – in due fasi successive, attraverso dialoghi intensi e periodici – un’accademia non platonica, mettendo al centro il corpo. Possono, donne e uomini, che la storia ha diviso in ruoli separati e spesso ostili, fra corpi negati, posseduti, «silenziati» – ma oggi frequentemente visibili in inedite e inaudite pratiche performative, spesso fondate su nuovi stereotipi sessisti – ritrovarsi in uno spazio comune, relazionale e discorsivo? Sì. È possibile dare vita a nuove pratiche che potrebbero essere «fondative» di un’altra idea – di nuovo non platonica – di città, fatta di corpi mai solo naturali, mai solo culturali, che sono politici se parlanti, nella convinzione che le pluralità di genere, politiche e sessuate, potrebbero essere il tessuto di cui è fatta la nuova polis. È possibile perché ne abbiamo fatto esperienza e di questa il libro dà testimonianza.

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