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Rompere il silenzio

Comunicato stampa - 05 Ottobre 2011

Troppo poche sono le voci che, a Ravenna, si sono sentite in merito al problema dei senzatetto, immigrati e non, fenomeno in crescita che i prossimi mesi invernali renderanno drammatico,  e a episodi un tempo inusuali nella nostra città,   che ci parlano di una coesione sociale incrinata da varie e diverse  forme di emergenza.

Riteniamo quindi che si debba rompere il silenzio perché la questione riguarda l’intera città e non solo gli Enti Pubblici, la Chiesa, il volontariato cattolico.

La storia ravennate è intrisa, nel passato, di principi e pratiche solidaristiche: nell’Ottocento le prime società di Mutuo soccorso, nel Novecento i sindacati e il cooperativismo, nel nostro tempo un esteso e generoso volontariato, laico e religioso.
In ogni tempo il nostro mondo ha saputo, anche in congiunture di grande difficoltà, trovare strade nuove e inventare inedite pratiche di azione sociale, solidaristica, civile. La città ha saputo rimettersi in piedi, dal 1944 al 1946, dopo la tragedia della seconda guerra mondiale, con la pratica delle Giunte popolari, organi di partecipazione popolare e capillare in tutto il territorio comunale. Anche allora si trattava di affrontare i “fondamentali”: cibo, tetto, sopravvivenza. Le Giunte popolari misero al centro “la persona” e i suoi bisogni.

Per questa ragione rivolgiamo un appello a chi, come noi, ritiene che il problema dei senzatetto, emergenza che perdurerà in modo crescente, e della coesione sociale, da rinsaldare senza negare l’esistenza di nodi difficili da sciogliere, ci riguardi, in quanto cittadine e cittadini di questa città.

Ritroviamoci al più presto, per avere dal Comune e dalle altre istituzioni competenti informazioni dirette in merito alle risorse e ai luoghi necessari per affrontare le varie emergenze, e per ragionare insieme.

Primo obiettivo: costruire un percorso, rispetto al futuro, che porti chi lo condivide a individuare principi e regole, per affiancare il Comune e le altre pubbliche Istituzioni che hanno nel merito obblighi istituzionali, con azioni e pratiche concordate promosse liberamente da chi non intende volgere lo sguardo altrove.

In particolare invitiamo le forze politiche che hanno radici storiche nel solidarismo e nell’agire dalla parte dei deboli, il mondo della cooperazione, i sindacati, tutto l’associazionismo, laico e religioso, ad aprire una riflessione al proprio interno e a partecipare poi con noi a questo percorso.

Ci troveremo il giorno 10 ottobre, alle ore 18,  presso la sede di CittAttiva, Via Carducci.
Sono state/i invitate/i le assessore di riferimento,  dirigenti del Comune di Ravenna e dell’Asp che eroga i servizi sociali e la  Consulta del volontariato di Ravenna.

ORGANIZZAZIONI LOCALI FIRMATARIE:
ARCI, ACLI Ravenna, Comitato in Difesa della Costituzione, Comitato per la Legalità e la Democrazia, Gruppo volontari  Emergency di Ravenna, Femminile Maschile Plurale, LIBERA, Linea Rosa