Non è un gioco da ragazze

Venerdì 23 aprile 2021 ore 20:30

Indispensabile iscrizione all’indirizzo collettivolagruppa@gmail.com entro giovedì 22 Aprile.

indicato anche sul volantino (a prevenzione di chi non rispetta Netiquette*)

Il collettivo La Gruppa e Femminile Maschile Plurale APS invitano rappresentanti dell’Amministrazione locale e di organizzazioni che possono avere un impatto diretto o indiretto sulla promozione dello sport per tutt*, in particolare per incentivare azioni a favore delle pari opportunità tra ogni genere nello sport; a partecipare all’incontro online

In occasione dell’evento approfondiremo con una prospettiva critica “Olympia – La carta europea per i diritti delle donne nello sport” (che verrà presentata in Giunta Comunale) in merito ai bisogni e le azioni concrete per incoraggiare la partecipazione alla pratica sportiva con approccio inclusivo e pro-sociale.

Interverranno:

● Luisa Rizzitelli – Giornalista e docente esperta di politiche di genere – Presidente Assist/Associazione Nazionale Atlete

● Dario Sebastio – referente sport del Gruppo Trans Bologna

L’incontro si inserisce nell’ambito del progetto “Pluriverso – Sport e fairplay relazionale” che ha lo scopo di coinvolgere associazioni, enti sportivi, scuole, famiglie e istituzioni e sensibilizzare su stereotipi e pregiudizi legati al genere nell’ambito sportivo. Pluriverso 6 è frutto della collaborazione tra le associazioni Femminile Maschile Plurale, Uisp Ravenna-Lugo, Psichedigitale e Psicologia Urbana e Creativa, con la compartecipazione dell’Assessorato Pubblica Istruzione, Infanzia, Politiche di genere assieme all’Assessorato allo Sport del Comune di Ravenna, e l’adesione al progetto conCittadini dell’Assemblea Regionale dell’Emilia Romagna.

CHI SIAMO

La Gruppa è un collettivo transfemminista LGBT+ di (auto)formazione e informazione che ha come obiettivi il superamento del binarismo di genere produttore di stereotipi tossici, la messa in discussione della cultura eterocattopatriarcale-machista-sessista in cui ogni persona cresce, l’emancipazione da essa come atto di autodeterminazione e libertà.

Associazione di promozione sociale Femminile Maschile Plurale che si pone l’obiettivo di decostruire tutti gli stereotipi di genere, facendo emergere il valore delle soggettività plurali e delle differenze di sessi, etnie, orientamenti sessuali, età, a partire dalla considerazione che tutte le esclusioni si fondano su una prima storica dicotomia patriarcale, quella fra donne e uomini.

* Netiquette, regole e consigli di galateo online

Il Catcalling lede la dignità

di Antonella Bufano

16 Aprile 2021 su Settesere

Esce oggi su Settesere un’intervista ad Antonella Bufano, socia di Femminile Maschile Plurale da tanti anni.

“Donne fischiate apostrofate infastidite per strada. Solo di recente è stato coniato il termine Catcalling per indicare le molestie verbali di questo genere. Un tema però su cui l’Associazione ravennate Femminile Maschile Plurale è attiva da anni, occupandosi di stereotipi di genere e di parità. Lo conferma Antonella Bufano, psicologa psicoterapeuta.”

Maschi oggi – i video del Webinar

Se vuoi rivedere il webinar Maschio Oggi, ora ne hai la possibilità:

L’incontro web del 2 e 3 febbraio 2021 ha affrontato il tema del mutamento degli uomini italiani attraverso la ricostruzione, sotto un profilo storico e sociologico, della vicenda maschile italiana così come si è sviluppata a partire dal secondo dopoguerra, al fine di stimolare un dialogo con il pensiero maschile che si è confrontato con la realtà e le problematiche delle differenze e delle diseguaglianze di genere, con la sessualità, la violenza, l’inconscio e l’immaginario degli uomini.

Martedì 2 febbraio Prima Sessione

17.00 – apertura e introduzione ai lavoriù

17.15 – presentazione (a cura dell’autore) del libro di Arnaldo Spallacci, sociologo “Maschi in bilico. Uomini italiani dalla ricostruzione all’era digitale”, Mimesis, 2019;

17.45 – presentazione (a cura dell’autore) del libro di Stefano Ciccone/Ass.ne Maschile Plurale di Roma, “Maschi in crisi? Oltre la frustrazione e il rancore”, Rosenberg &Sellier, 2019;

interventi e dibattito

Mercoledì 3 febbraio – Seconda Sessione

10.00 – saluti istituzionali: Ouidad Bakkali, Assessora politiche e cultura di genere – Comune di Ravenna;

10.15 – relazione di Alessandro Bellassai/storico, Università di Bologna: “Maschi in mutamento”;

10.45 – relazione di Giancarla Tisselli e Fulvio Zanella/psicologi e psicoterapeuti: ”Le esperienze di formazione sui sentimenti degli uomini” svolte in questi anni in Romagna dall’Associazione “Psicologia Urbana e Creativa”;

interventi e dibattito;

Buona visione!

Guarda l’incontro su OLYMPIA – La carta europea dei diritti delle donne nello sport

UISP, Casa delle donne e Associazione Femminile Maschile Plurale, si confronto su “OLYMPIA – La carta europea dei diritti delle donne nello sport”: l’ambito sportivo ⛹️🤸🏊🤽‍♂️🚴‍♀️ è uno di quei contesti dove spesso si manifestano stereotipi e pregiudizi legati – ad ogni – genere. Si è creata una nuova sensibilità su questi temi anche a Ravenna.

👉👉Il dibattito è avvenuto fra Manuela Claysset, responsabile nazionale politiche di genere e diritti, Maya Romagnoli, Casa delle Donne, Ivan Morini, Associazione Femminile Maschile Plurale, con la partecipazione di Ouidad Bakkali, Assessora Pubblica istruzione, Cultura e politiche di genere Comune di Ravenna e Roberto Fagnani, Assessore allo sport Comune di Ravenna.

Fulvia Bandoli e Paola Patuelli in dialogo a proposito di Laura Conti, madre dell’ecologismo italiano

di Paola Patuelli

2 aprile 2021

Due libri a lei dedicati e parole per lei a cento anni dalla nascita ci ricordano il valore assoluto di una donna che ha coniugato nel corso di tutta la sua vita – troppo breve – scienza e politica. Non ha perduto nessuno degli appuntamenti che la storia le imponeva. Fu partigiana resistente e subì l’internamento. Fece convivere gli studi di medicina con l’impegno culturale e politico, anche dopo la Liberazione. Cultura e politica non potevano non scorrere, per lei, nell’alveo delle stesso fiume. Fu segretaria della Casa della Cultura di Milano, dove anche Rossana Rossanda operò a lungo, quando, a sinistra, il fare cultura era sentito come obbligo. Non a caso fu protagonista, sempre a Milano, nella fondazione dell’Istituto Gramsci, e dopo Seveso, nella fondazione della Lega per l’ambiente, oggi diventata Legambiente. In questo caso, ebbe accanto uno scienziato che ho avuto modo di conoscere e apprezzare, Enzo Tiezzi. Persona straordinaria Tiezzi che, come Laura, coniugava passione civile e scienza.

Negli ultimi anni della sua vita Laura Conti approdò in Parlamento. Ricordo alcuni incontri con lei, qui a Ravenna. La seguivo da tempo e mi colpì, in particolare un suo articolo su l’Unità Fermate lo sviluppo, voglio scendere. L’anno prima, il 1984, era morto Berlinguer, il primo politico italiano a porre al centro – assai controcorrente negli anni rampanti del consumismo – il dovere della austerità. E questo ben prima che Serge Latouche introducesse il contrastato tema della decrescita, pena il collasso del pianeta. In quel voglio scendere c’era proprio di mezzo il pianeta in corso di avvelenamento. Laura Conti era lontana da ogni antropocentrismo, come Enzo Tiezzi. Ricordo una conversazione che ebbi all’inizio degli anni Novanta con Enzo Tiezzi e il filosofo della scienza Paolo Rossi, che, a Tiezzi in grande allarme per i disastri ambientali, diceva la scienza nel tempo risolverà ogni cosa. E Tiezzi, con fermezza, gli rispose, no, deve farlo, subito, la politica. La natura è un insieme unitario e interconnesso. Da conoscere e salvaguardare per ogni vivente presente e futuro. La notorietà di Laura Conti crebbe dopo Seveso, primo disastro ambientale in Italia. Ne spiegò cause ed effetti, contrastando ogni tentativo di minimizzare e non facendo  sconti sulle responsabilità. Anche per questo non sempre  fu bene accolta nei luoghi dove si decide. Quando, eletta alla Camera  nel 1987, nelle liste del Pci, non ci furono interrogativi sul perché di questa candidatura, come è accaduto in questi giorni per le due presidenti dei gruppi PD di Camera e Senato. Laura arrivò in Parlamento per forza e virtù propria. In quella tornata crebbe il numero di donne elette nelle liste del Pci. Era in atto un autonomo movimento di donne – una corrente unitaria di donne, almeno in quel momento – per darsi forza politica anche nelle Istituzioni. E quella che è stata definita  la madre dell’ecologismo italiano arrivò in Parlamento forte della sua forza e di quella di altre donne, che la candidarono e la votarono.

Bella storia, indebolitasi nel corso del tempo.

Fulvia Bandoli, ravennate, cara amica e compagna, ambientalista e femminista, ricorda Laura Conti sul quotidiano Domani, del 28 marzo scorso.

Interessanti anche le importanti collaborazioni ed esperienze condivise, nel ricordo di  Fulvia. Dopo decenni di poco comprensibile trascuratezza – ci vogliono i centenari per smuovere conoscenza e memoria? – sono recentemente usciti due libri dedicati a Laura Conti, La vita di Laura Conti, della giornalista scientifica Valeria Fieramonte,  e Laura non c’èscritto da due femministe, Barbara Bonomi Romagnoli e Marina Turi. Laura Conti era femminista? Non credo si definisse tale. La mia impressione è che, avendola a suo tempo seguita nel suo fare politico e nelle sue passioni scientifiche e culturali, lo fosse di fatto.

Può capitare di essere femministe anche così.

A Ravenna la memoria di Laura Conti ha lasciato un importante segno. In quattro Comuni esiste  una strada con il suo nome. Uno di questi è il Comune di Ravenna.

Via Laura Conti  è in un’area verde a San Pietro in Campiano. Credo che non le dispiacerebbe respirare qui, in silenzio.