Consiglio di lettura

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A cura di Marina Mannucci

Fatima Farina, Come tutto è diventato guerra. Uno sguardo longitudinale dal
femminile al militare e ritorno
, Prefazione di Rada Iveković, Anita Redzepi,
Teresa Ammendola, Maria Grazia Galantino, Mimesis/Eterotopie, 2024

Nella prefazione (pp. 9-13) del libro la filosofa croata Rada Iveković, scrive:
«Le guerre nuove e contemporanee, per Fatima Farina a partire dalla prima
Guerra del Golfo (1991), quella dell’Afganistan, passando per il decennio
della guerra (civile) in Bosnia, per le guerre Jugoslave e ora le guerre contro
Ucraina e Gaza (quali che siano i loro preliminari), portano allo sterminio e
non possono concludersi secondo il principio guerriero dicotomico, che si
limita a sostenere e moltiplicare la distruzione. I “valori” (dichiarati difensivi,
“europei”, “maschili”, “eroici” ecc.) che sostengono l’agire bellico non sono
valori inclusivi del femminile, bensì sistematicamente “maschili” ed
escludenti, sostenuti dal testosterone e dal desiderio infinito di potere e
autorità a qualsiasi costo, soprattutto sulle vite di altri» 1 . L’autrice analizza le
relazioni di genere nelle forze armate e in guerra, le contraddizioni del
Militare e la relazione forze armate-società-politica da un punto di vista
femminile e femminista. «Questo libro è un contributo sostanzioso all’analisi
dei meccanismi della guerra, della cultura guerriera che anima le politiche
vigenti, alla pace nel mondo e al cambiamento degli schemi irrigiditi del
pensiero binario limitato che porta la morte e la distruzione a cui le donne si
oppongono fermamente» 2 .
Nella parte iniziale del volume, dal titolo Della necessità della guerra e dei
suoi demoni (pp. 15-40), l’autrice scrive: «Questo lavoro è pensato come una
interposizione sul confine sessuato, ripercorrendo e rielaborando alcuni studi
condotti sul Militare, inteso quale insieme di sistema della difesa e dei
soggetti che lo compongono, e sul legame tra forze armate e società.
Attraverso la lente interpretativa del genere si persegue l’obiettivo di
confutare la presunzione del sistema guerra, della sua connotazione
maschile, nonché la sua tacita crescente rilevanza nell’organizzazione
sociale, il suo inarrestabile dilagare. A partire da tali premesse ci si interroga
sulla dilatazione del sistema guerra nelle sue strutture materiali e simboliche
che molto descrivono dei guai personali e sociali del contemporaneo» 3 . Il
contributo della prospettiva di genere è quello di sollecitare il consolidato:
«considerandolo nelle sue sedimentazioni parziali ed escludenti, nelle sue
pretese universalistiche maschili a cui è funzionale un femminile assimilato» 4 .
1 Fatima Farina, Come tutto è diventato guerra. Uno sguardo longitudinale dal femminile al militare e ritorno,
Prefazione di Rada Iveković, Anita Redzepi, Teresa Ammendola, Maria Grazia Galantino, Milano,
Mimesis/Eterotopie, 2024, p. 10.
2 Ibid., p. 13.
3 Ibid., p. 16.
4 Ibid., p. 31.

La ricerca mette in luce che il superamento del sistema guerra è possibile
solo attraverso una ferma volontà di decostruire un patrimonio simbolico che
nella connotazione maschile continua a «perpetrare un dominio armato
sull’esistente e sulle esistenze: “fuori la guerra dalla storia”, un’affermazione
potente di una donna resistente che ha rifiutato di imbracciare pur sposando
la causa della liberazione dall’oppressione nazi-fascista. Un’affermazione che
oggi potrebbe inverarsi in un ribaltamento di prospettiva a cominciare
dall’apprendimento della storia diverso e di superamento di una catena di
cause e conseguenze scandite dal succedersi delle guerre» 5 . Descrivendo il
dispiegamento del personale militare femminile nelle operazioni militari
Fatima Farina osserva che l’integrazione di genere ha proceduto nelle forze
armate dell’Occidente parallelamente a un riassestamento dell’egemonia
sessista del terrore, sostenuto, tra l’altro, da un riposizionamento della logica
binaria che trova conforto in una visione oppositiva tra i sessi così come tra
amico e nemico.
Il contenuto del libro si articola in tre parti, con contributi di Anita Redzepi,
Teresa Ammendola e Maria Grazia Galantino: Donna Guerra e Militare (pp.
43-96), Genere come impasse organizzativa (pp. 99-156), La cornice
culturale politica e organizzativa nell’assetto e impiego delle forze armate (pp.
159-185). In chiusura una ricca Bibliografia (pp. 187-205). Nelle Conclusioni
(pp. 182-185) Fatima Farina, a margine delle analisi condotte, evidenzia
come si stiano intensificando le polemiche tra «fautori e oppositori della
guerra, laddove i secondi sono ormai una minoranza pressoché silenziosa
nella società civile e inincidente nelle istituzioni politiche. Al contempo con
disincanto contemporaneo le forze armate presenziano in aree di vera e
propria guerra, con un linguaggio esplicito e ingaggi perlopiù poco
intellegibili» 6 .
Fatima Farina è ricercatrice presso l’Università di Urbino dove insegna
Genere lavoro e partecipazione sociale, Sociologia economica e del lavoro.
Studiosa di genere, lavoro e organizzazioni, da anni si occupa del rapporto
tra genere e forze armate. Tra le sue pubblicazioni in tema, ricordiamo: Forze
armate: femminile plurale. Il femminile e il maschile del militare nella
transizione dalla comunità maschile al sistema di genere (Milano,
FrancoAngeli, 2004).

5 Ibid., p. 40.
6 Ibid., p. 183.