La differenza nel mondo dei social network
I professionisti dell’educazione sono chiamati a “realizzare progetti di educazione di genere che sappiano essere rispettosi dell’antinomia identità-differenza costitutiva di ogni soggetto, che sappiano parlare linguaggi plurali, e che promuovano consapevolezza e spirito critico…”
di S. Leonelli, La Pedagogia di Genere in Italia: dall’uguaglianza alla complessificazione”, in «Ricerche di Pedagogia e Didattica», vol. 6, n. 1, 2011
Scopo e obiettivi del percorso formativo
Il corpo docente, così come gli stessi formatori, sono soggetti che vivono in un contesto socio-culturale che, ad oggi, continua ad essere caratterizzato da profonde disuguaglianze. Stereotipi e pregiudizi contribuiscono ad alimentare quel processo mediante il quale la differenza (di genere, di orientamento sessuale, etnica e religiosa…) si traduce in disparità sul piano dei diritti e, non di rado, in forme di discriminazione e violenza contro quelle che vengono definite come “minoranze”.
La costruzione dell’identità è profondamente plasmata dalle esperienze personali di ognuno/a, così come dall’ambiente circostante e dalle principali agenzie di socializzazione (famiglia, scuola, gruppo dei pari, etc).
In questo processo, i mass media non facilitano la decodifica di simboli e messaggi e, soprattutto in ambito commerciale, pervasivi ed occulti, invitando a trattare le differenze all’interno di proposte “rigide”, per quanto riguarda la libertà di essere se stessi/e.
Chi lavora nel campo educativo può attrezzarsi con strumenti che permettono di riconoscere gli stereotipi (e le generalizzazioni che da essi derivano) che agiscono in classe e nei rapporti interpersonali quotidiani, attivandosi con consapevolezza, con responsabilità ed a partire da sè.
La proposta formativa
La presente proposta di formazione ha un complessivo monte ore di 20, articolato secondo tre fasi:
- Fase I: Formazione; 5/6 incontri formativi + 1 seminario pubblico (da esaurirsi tra novembre 2018 e febbraio 2019). In questa quarta edizione di “Pluriverso di genere” lo si vuole centrato sul mondo dei social network e delle carismatiche figure degli “influencers” (colui/lei che è letteralmente in grado di influenzare chi lo segue – i followers *), proponendo metodologie alternative per la progettazione ed implementazione di percorsi didattici con strumenti per la valorizzazione dell’insegnante come facilitatore, centrati sulla discussione e confronto, all’interno di un clima positivo di relazioni interpersonali;
- Fase II: Progettazione ed implementazione di un intervento didattico sul tema del rispetto delle differenze di genere; (da esaurirsi a marzo 2019) Coinvolgimento del personale docente in attività di progettazione e realizzazione di percorsi didattici nelle classi; il team di progetto accompagnerà e supervisionerà il lavoro in classe del personale docente con momenti di osservazione, favorendo occasioni di confronto;
- Fase III (entro la fine di aprile 2019). Il percorso confluirà e si concluderà con forme di restituzione pubblica dell’esperienza formativa e didattica realizzata nelle classi dei diversi ordini di scuola, divenendo anche punto di riferimento per la condivisione di quanto è stato realizzato da altri soggetti del territorio.
A BREVE SARA’ INVIATO AGLI ISCRITTI IL PROGRAMMA DEGLI INCONTRI.
Credits
Progetto realizzato in collaborazione con Psicologia Urbana e Creativa e Lucertola Ludens, con la compartecipazione del Comune di Ravenna, Assessorato Politiche e Culture di Genere
Per ulteriori informazioni inviare e-mail a:
formazione@femminilemaschileplurale.it
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Scarica il volantino in formato PDF
, stampalo e distribuiscine delle copie in giro.
Nota
* Con i suoi followers sparsi sui vari social network egli/ella può essere uno YouTuber, un Instagramer, un blogger, avere una pagina su Facebook per condividere foto, video, altro. A differenza degli altri/e utenti della rete, l’Influencer è in grado di influenzare i propri followers. Anche bambini/e ed adolescenti ne sono attratti.









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