Recensione di Marina Mannucci
Nell’immaginario comune la figura della donna giapponese è ancora legata a quella della
geisha. Eppure, nel corso della storia nipponica, le donne hanno dato prova di coraggio,
resilienza e determinazione. Come la yamanba, la vecchia strega di montagna
antropofaga, archetipo del male, sono state demonizzate, percepite come un Altro
minaccioso. Ridotte al silenzio per secoli, hanno però ritrovato la voce ed elaborato
strategie per sottrarsi al modello imposto di una femminilità sottomessa, docile, remissiva.
Questo libro va alla scoperta degli indizi di ribellione e delle istanze di libertà nei
comportamenti, nei miti, nella scrittura delle donne giapponesi che hanno fatto della loro
mostruosità un gesto consapevole di rivolta: yamanba per sempre.









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